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Il sistema sindacale in Italia

I sindacati nascono in Italia a imitazione delle "trade unions" che presero piede in Inghilterra e nel resto d'Europa contemporaneamente alla rivoluzione industriale.

Nel nostro paese però furono preceduti dalla nascita delle società di mutuo soccorso: gli antenati dei sindacati, che grazie a una quota di iscrizione potevano gestire un "tesoretto" che veniva utilizzato per pagare sussidi di disoccupazione, denaro da versare in caso di infortunio o malattia e anche delle proto-pensioni. Queste in particolare hanno poi influenzato la nascita di un sistema previdenziale che all'epoca era lontano dall'essere inventato.

Le Camere del lavoro e la nascita dei sindacati

Sul finire del XIX secolo presero piede, fino a far scomparire le società di mutuo soccorso, le Camere del lavoro: queste si occupavano anche di gestire i rapporti con i datori di lavoro e di regolare le assunzioni con dei contratti collettivi. Tutte funzioni ereditate dai sindacati veri e propri, noti con questo nome a partire dal 1906, quando viene fondato il primo, la CGDL, oggi CGIL.

Fra le prime battaglie politiche ottenute, il lavoro giornaliero fino a un tetto massimo di otto ore e l'esenzione del lavoro notturno per i bambini.

Dopo essere stati sciolti per legge durante il regime mussoliniano, altri importanti diritti sono stati ottenuti dai sindacati sia grazie alle regole inserite nella Costituzione (molti personaggi vicini ai sindacati erano nella Costituente) sia con l'azione quotidiana: fra questi, l'ottenimento della maternità pagata o il diritto alle ferie.

Oggi i sindacati italiani si trovano a un bivio: i giovani non hanno fiducia nei sindacati, e questi non riescono a coprire le novità del mondo del lavoro. Sono destinati a scomparire? Lo scopriremo su questo sito.